| Indagini sul rogo nella piazzola, nessun evidente segno di dolo |
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| Domenica 23 Gennaio 2011 11:00 |
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Nessun segno evidente di dolo, si fa strada l’ipotesi di un incendio accidentale. Le indagini sul rogo scoppiato sabato sera nella piazzola ecologica di Colturano, svolte dai carabinieri di Melegnano e dal consorzio di polizia locale Nord Lodigiano, sono già arrivate alle prime conclusioni, anche se il “caso” non viene certo considerato chiuso e per questo gli accertamenti vanno avanti anche in queste ore: si cercano infatti ulteriori elementi che aiutino a far luce pienamente su quanto accaduto.In fiamme, quindi, è andato il cassone per la raccolta dei rifiuti ingombranti, che si trova quasi al centro della piazzola, mentre è stato danneggiato anche un altro cassone a fianco contenente legname. Nella recinzione, alta più di due metri, non è stato trovato nessun “passaggio” creato di recente e nessun segno evidente di scasso. Tant’è vero che i primi soccorritori, in attesa che il sindaco Giovanni Cariello portasse le chiavi per accedere all’area, hanno dovuto scavalcare l’ingresso per arrivare al cassone in fiamme.L’incendio era scoppiato sabato sera, fra le 18 e le 19, e aveva reso necessario l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco, arrivate sia da Lodi che da Milano.Salgono così a otto gli incendi scoppiati nell’ultimo anno nel Lodigiano nei centri per la raccolta dei rifiuti, un dato che ha spinto anche la direzione distrettuale antimafia di Milano ad aprire un’inchiesta in merito.Sulle fiamme di Colturano, però, almeno per il momento, segni evidente di un’azione criminale non ne sono stati trovati. Il cassone era pieno di rifiuti ingombranti e probabilmente qualcosa gettato nel pomeriggio può aver fatto scoppiare l’inferno. In particolare, si punta il dito contro un secchio contenente cerere di camino, forse ancora troppo calde o con all’interno ancora della brace che poi, a contatto con gli altri rifiuti, ha dato origine alle fiamme.È arrivata ieri, invece, la conferma che le telecamere di sorveglianza presenti in discarica non hanno ripreso nulla nei momenti precedenti al rogo per un difetto di funzionamento, in particolare perché è in corso proprio in questi giorni il passaggio di gestione dell’impianto dalla Promelit all’Ivri Fonte " Il Cittadino " |



